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Nel diciottesimo anno del regno di Zoser, il Nilo non inondò la terra con le sue acque portatrici di vita. Era il sesto anno di Nilo basso: l’inondazione aveva toccato solo metà dei campi e il raccolto non era sufficiente per tutti. Ogni anno il popolo pregava invocando un Nilo Alto, ma le acque erano scese sempre più in basso. Gli uomini si derubavano a vicenda; i bambini piangevano di fame in braccio alle madri; e gli anziani, nella polvere, disperati, abbracciavano le proprie ginocchia. Perfino i nobili erano macilenti...
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Tra le rovine dei templi di una civiltà scomparsa 4.000 anni fa nel sud dell’Iraq, durante una spedizione iniziata nel 1968, gli archeologi disseppellirono numerosi reperti di età sumerica, i quali evidenziavano la straordinaria somiglianza con gli usi e tradizioni insite nell’attuale popolo Ma’adan, Arabi sciiti abitanti nelle paludi dove il Tigri e l’Eufrate si congiungono, tra Bassora, Nassiriya e Amara. Gente fatta “d’impasto d’aria e acqua”, come narrano i loro miti e conferma la loro esistenza.
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La battaglia di Qadeš (1274 a.C.) vide lo scontro di due grandi potenze del Medio Oriente, Egitto ed impero ittita, per il controllo di una striscia di terra siriana. Fu un conflitto imponente che coinvolse migliaia di uomini e carri da guerra e non ebbe neanche un reale vincitore. Ma la testimonianza che gli ha assicurato un posto nella storia è costituita dalla cessazione delle ostilità e dal documento che la sancì: il trattato di Qadeš, il primo trattato di pace di stampo moderno della storia umana.
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In una grotta in Marocco sono venuti alla luce i gioielli più antichi mai conosciuti, secondo le autorità marocchine hanno almeno 82000 anni e precedono di ben 30000 anni i primi ornamenti ritrovati in Europa. Questi gioielli sono fatti di conchiglie forate appositamente, per creare delle collane, inoltre alcune di esse sono decorate con una colorazione rossa. Purtroppo seppur diffuse in molte culture primitive Africane non si conosce il significato simbolico che esse rappresentano.
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Owen Jarus traccia un quadro di Khirbet ez-Zeiraqoun (o Khirbet ez-Zeraqon), una città fortificata di 25 ettari in Giordania. Venne popolata durante l’Antica età del bronzo III (2700 – 2300 a.C.) e nonostante la sua importanza (dovuta anche alla posizione strategica) è molto meno pubblicizzata dei più noti siti come Mohenjo-Daro, Harappa, Ur e le piramidi di Giza. Le mura fortificate intorno alla città raggiungevano i 5 metri di spessore ed erano circondate da “torri sporgenti” alte 17 metri e larghe 5.
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Quattro tumuli funerari monumentali della seconda metà del III millennio a.C., il più grande dei quali ha 17 metri di diametro e quattro “aquiloni del deserto” con enormi trappole per l’abbattimento in massa di branchi gazzelle, sono stati portati alla luce nella Siria centro-occidentale dagli archeologi delle università di Udine e Milano e della Direzione generale delle antichità e dei musei di Siria. La scoperta è avvenuta durante la terza campagna di ricerche congiunta della missione italo-siriana nel deserto della Palmirena.
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L'erotismo nell'epoca egizia, il papiro di Torino. L'erotismo è sicuramente uno dei pensieri nati con l'uomo, l'attrazione verso il sesso opposto ed il sesso, inteso in modo generico, è sempre stata evidente in tutte le epoche. Il papiro erotico - satirico conservato a Torino rappresenta la prova che in qualsiasi epoca per divertirsi si ironizzava su sesso e sui potenti come oggi cosi 3000 anni fa. Ovviamente il papiro per molto tempo è stato "censurato" ma fortunatamente oggi dovrebbe essere visibile al Museo archeologico di Torino.
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Le steli Tiya rappresentano un grande complesso archeologico sconosciuto ai più nei pressi dell’omonima città etiope. Il complesso archeologico di Tiya è costituito da 32 steli di un area cimiteriale di epoca preistorica la cui collocazione temporale è ancora da definire con precisione. Le steli sono ricoperte di simboli che gli studiosi sono riusciti a decifrare solo in parte, appartenenti ad una civiltà di cui non sappiamo quasi nulla mantengono ancora i loro segreti. Nel 1980 il sito di Tiya è stato inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
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Melka Kunture rappresenta uno degli archivi più completi della preistoria umana. Melka Kunture si trova 50 km a sud di Addis Abeba, sull'altopiano etiopico, a circa 2000 m, ed è attraversata dal corso superiore del fiume Awash. Per la sua lunga sequenza, che abbraccia un periodo compreso negli ultimi 1.7 milioni di anni, costituisce uno dei registri più completi in cui è possibile ricostruire, senza apparenti soluzioni di continuità, i processi cognitivi e le scelte adattative che caratterizzarono i più antichi rappresentanti della nostra specie.
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Nel marzo 2008 un team di esplorazione, guidata dal britannico Andrew Collins, ha annunciato la scoperta di enorme complesso di grotte, camere e tunnel nel substrato di calcare sotto le piramidi di Giza. Collins, che pubblicherà dettagliatamente le sue scoperte nel libro “Beneath the Pyramids”, è venuto a conoscenza di questo mondo intatto dopo aver letto delle memorie dimenticate di Henry Salt, un diplomatico ed esploratore britannico che nel 1817 scoprì insieme all’esploratore Giovanni Caviglia un sistema di “catacombe”.
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La misteriosa civiltà sub sahariana dei Nok. Circa 2.500 anni fa, una cultura misteriosa nacque in Nigeria. I Nok però hanno lasciato solo statue di terracotta bizzarre e poco altro. Archeologi tedeschi sono ora alla ricerca di indizi per spiegare questa cultura oscura. Mezza tonnellata di frammenti di ceramica è accumulata sui tavoli da laboratorio di Pietro Breunig dell 'Università di Francoforte sul Meno. I reperti sotto analisi sono: vasi rotti, vasellame e statue varie, una lucertola di argilla e un viso di argilla con le narici immense...
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I Gatti mammoni sono dei famosissimi pittogrami presenti nella zona di Wadi Methkandoush, nella regione di Mesak Settafet in Libia. Questo ci ricorda come il Sahara 10000 anni fa, aveva un clima che portò moltissime precipitazioni nella zona, che trasformarono il deserto in una terra verde per ben 5000 anni. Questo fenomeno portò allo stanziarsi di popolazioni ancora sconosciute o poco conosciute dagli studiosi ma che lasciarono memoria di questo stanziamento sulle rocce sahariane dando prova di una grande abilità artistica.
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