 |
|
 |
 |
Le rovine di Cuma, una delle più antiche colonie greche dell’Italia meridionale, sorgono a nordovest della città di Napoli. I resti dell'antico centro sono databili al V secolo a.C. e benché l’assetto della cittadella abbia subito delle trasformazioni fino al VI secolo d.C., possiamo ammirare ancora la base del tempio d’Apollo e la misteriosa grotta della Sibilla cumana. Questa sacerdotessa era il più famoso oracolo del mondo antico e accoglieva i pellegrini, in cerca di consigli e predizioni, all'interno di un antro scavato nella collina di Cuma.
|
|
L’Amazzone Ferita di Ecija, una sorprendente scultura di epoca romana rinvenuta durante gli scavi della Plaza de España, la piazza principale di Ecija, la statua raffigura una donna con il braccio sinistro appoggiato su un pilastro modanato, mentre il destro si leva sopra la testa, lasciando intravedere una ferita nel costato. Colpisce subito, già dalla prima occhiata, la pregevole fattura e l’ottimo stato di conservazione, una statua che per fortuna e buona sorte ritorna a noi praticamente intatta.
|
La tradizione sarda è ricca di misteri alcuni più cruenti di altri, e non di rado a scoprirli e rispolverarli sorprendono e disarmano. E’ questo il caso del Geronticidio. Chiunque conosca il significato della parola storce il naso, gli altri probabilmente attendono una spiegazione. La pratica è attestata dai commentatori classici anche per la Sardegna e prevedeva la morte rituale degli anziani che avessero superato il settantesimo anno di vita da effettuarsi ad opera dei propri figli.
|
S’accabadora, alchimia perfetta fra mito e realtà, leggenda e storia cammina oggi nella fantasia di chi ancora la ricorda, ieri nei paesi che si avvicinavano al crepuscolo, foriera di morte e di pietà. Un’ombra scura che andava solitaria, una donna sapiente in compagnia di quel bastone che è stato detto mazzucca. Schiva e silenziosa i narratori raccontano di lei che portasse la dolce fine, indirizzando verso la morte l’agonizzante che per delitti commessi in vita, non riusciva a trovarla.
|
|
A metà strada fra saggio e romanzo, Creature fantastiche in Sardegna è una raccolta di tutte quelle figure mitiche che il genio dei sardi nel corso dei secoli è riuscito a creare ma soprattutto a conservare. E’ un viaggio nella curiosità dell’autrice e alla scoperta di quella terra tanto aspra e ricca che nella tradizione raccontata ha dato e da ancora oggi il meglio di se. La riscoperta di un’isola a tratti timida, a tratti gelosa dei propri segreti conservati tanto a lungo che si è rischiato di dimenticare.
|
|
Nel 1868 l' archeologo autodidatta tedesco Heinrich Schliemann ebbe il permesso di scavare Hisarlik. Nel 1870 (in due campagne, 1871-73 e 1878-9) scoprì le rovine di una serie di città antiche risalenti dall'età del Bronzo al periodo romano. Schliemann dichiarò che una di queste città, era la città di Troia, e questa identificazione fu ampiamente accettato dagli studiosi dell'epoca, ma oggi significativi dubbi persistono sull'onestà della scoperta e sull'autenticità della città di Troia e i suoi tesori.
|
|
Verona è una città molto famosa in tutto il mondo, molta della sua fama è dovuta alla conosciutissima opera shakespeariana "Romeo e Giulietta", forse la più illustre storia d'amore di tutti i tempi. I due innamorati sono diventati un mito che sembra non sfiorire mai, tanto è vero che molti si pongono la fatidica domanda: vi è qualcosa di vero nell'opera di Shakespeare? La tomba di Giulietta Capuleti potrebbe far pensare che siano esisti veramente i due amanti, ma è veramente la sua tomba?
|
|
Athena Noctua, la signora delle tenebre. A cura di Giorgio Dimitriadis L'immagine della civetta attraverso l'iconografia preistorica. La prima testimonianza iconografica della Civetta proviene dal sito di Trois Frères (Ariège), Francia meridionale. Si tratta di un reperto dell’orizzonte culturale del magdaleniano medio (13.000 a.C., Paleolitico superiore): una nidata di Civette (?), graffita sulla parete rocciosa. Tra gli elementi più rappresentativi nella produzione artistica preistorica sono cerchi simili ad “occhi”.
|
|
Per la prima volta, grazie ad un sudario scoperto di recente, si potrebbe fare chiarezza sul mistero della Sacra Sindone di Torino. Il sudario è stato trovato in una necropoli ai margini della città vecchia di Gerusalemme. "Questa è la prima volta che si trova un sudario databile al tempo di Gesù", dichiara S.Gibson, direttore dello scavo. Secondo i ricercatori, coinvolti nello scavo, la scoperta darà le prove che la Sindone di Torino non è databile all'epoca romana, quando Gesù è morto, ma ad un periodo successivo.
|
La Veneredi Savignano è una scultura litica antropomorfa. Raccolta nel 1925 presso Savignano sul Panaro (Modena) da operai che scavavano le fondamenta di una casa, fu mostrata allo scultore Giuseppe Graziosi, che la donò al Museo Nazionale Preistorico Etnografico di Roma. Si tratta di una piccola scultura di cm 22,5 scolpita in pietra serpentinosa che stupisce per il sapiente naturalismo anatomico ed affascina per il mistero della sua testimonianza.
|
La mitica figura di Babbo Natale affonda le sue radici in un tempo lontanissimo, con molte probabilità infatti, nasce con il mito di San Nicola vissuto più di 1700 anni fa. Nell'articolo che segue cercheremo di chiarire come figura si sia evoluta fino ai giorni nostri e di capire il perchè la sua immagine sia associata a quella di San Nicola. Sicuramente il fatto più curioso è come Babbo Natale sia sempre stato collegato al Polo Nord o alla Scandinavia, mentre il Santo a cui si ispira è di sicura origine turca!
|
|
La Cappella dei Sansevero è una cappella a nord della chiesa di San Domenico Maggiore, nel centrostorico di Napoli, Italia. La cappella è più propriamente chiamata la Cappella di Santa Maria della Pietà, o il Pietatella. Contiene opere d'arte da parte di alcuni dei maggiori artisti italiani del 18 ° secolo. La sua origine risale al 1590, quando Giovanni Francesco di Sangro, duca di Torremaggiore, dopo una malattia, come voto fece costruire questa cappella privata costruita nelle vicinanze di Palazzo Sansevero.
|
|
Gli scavi archeologici sull'isola del Lazzaretto Nuovo, a Venezia, hanno portato alla luce lo scheletro di una donna sottoposta ad esorcismo. Durante la peste di Venezia del 1576, questa donna venne seppellita nell'isola di Lazzaretto Nuovo con un pezzo di roccia nella bocca, usanza che si applicava nei casi in cui un cadavere fosse ritenuto un vampiro. Lo studio, effettuato da Matteo Borrini, mostra come questo teschio di donna sia il frutto di un esorcismo per fermare un presunto vampiro.
|
|
La Sacra Lancia di Schatzkammer è una antica reliquia, anche conosciuta come la Lancia del Destino o Lancia di Longino, è il nome dato alla lancia che, secondo tradizione, trapassò il costato di Gesù, quando egli fu crocifisso, come è scritto nel vangelo di Giovanni (19:34). Per gli studiosi la punta di lancia è databile però più probabilmente al 7 ° secolo dC. Nel 1796 arrivò a Vienna per essere protetta dall'esercito francese e qui tuttora è rimasta, con tutto il tesoro imperiale.
|
|
L'Idolo Zbruč il testimone di un'antica religione è una scultura del IX secolo, ed è uno dei rari monumenti della religione pre-cristiana slava. Il pilastro è comunemente associato alla divinità slava Svantevit. Alcuni sostengono che i tre livelli dei bassorilievi rappresentino i tre livelli del mondo, gli inferi in basso, al centro il mondo mortale e il più in alto, più grande, il mondo degli dei celesti. L'idolo fu scoperto nel 1848 vicino al villaggio di Liczkowce in Polonia, ora diventato Lychkivtsi e annesso all' Ucraina.
|
|
Il quadrato magico del Sator, misterioso palindromo. Per quadrato magico si intende un gioco di parole a forma rettangolare che crea un palindromo, cioè una parola o una frase che letta orizzontalmente o verticalmente, da destra o da sinistra ha comunque lo stesso significato. Il quadrato del Sator si crede sia di origine latina ed è formato da: SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS; la parola centrale TENET da origine ad una croce palindromica. Rimane però, ancora oggi, oscuro il significato della frase stessa.
|
|
Stećci, Stećak in sigolare sono considerate le lapididi eretiche della cultura Bogomili che secondo alcuni studiosi avrebbe lasciato forti tracce anche nell'Islam bosniaco. Gli stećci sono un'eredità culturale e storica del Bogomilismo. Circa 6000 delle 50000 lapidi rivenute sono decorate con simboli legati alla terra, alla famiglia, al sole, alla luna, ai guerrieri ed alle danze. Molti di loro sono con tutta probabilità stati realizzati nel 14mo e 15mo secolo e sono stati rinvenuti soprattutto in Erzegovina, sud della Bosnia e in Dalmazia.
|
|
Il Labirinto del Minotauro. Una cava di pietra sull'isola greca di Creta, presenta una complessa rete di gallerie sotterranee, potrebbe essere il sito originale dove è nata la leggenda del Labirinto, che ospitava il Minotauro. Un team anglo-greco di studiosi che hanno intrapreso una spedizione alla cava , nei pressi della città di Gortyn , nel sud dell'isola, a circa 37 km dal palazzo minoico di Cnosso. 600.000 persone l'anno visitano le rovine di Cnosso, casa del leggendario re Minosse, che avrebbe fatto costruire il labirinto per il Minotauro.
|
|
Il mito di Cleobi o Kleobi (Klèobis) e Bitone (Bìton) appartiene alla mitologia greca, Cleobi e Bitone, figli di Cidippe, sacerdotessa di Hera della città di Argo. Quando la loro madre si apprestava a celebrare i riti della dea, i due trainarono il carro al posto dei buoi per cinque miglia, precisamente per (45 stadi, circa 8,3 km/5,1 miglia). La madre, commossa per tanta devozione mostrata, pregò la dea di elargire ai figli il dono più grande che si potesse dare a dei comuni mortali. Per tutta risposta la dea li fece cadere entrambi in un sonno piacevole ed eterno.
|
|
Glastonbury Tor e Re Artù. Glastonbury Tor è una collina in Inghilterra. Tor è una parola locale di origine celtica che significa "collina conica". Glastonbury Tor ha una posizione stupefacente nel bel mezzo di una pianura chiamata Meadows Summerland, parte del Somerset Levels. Non è un caso che essa sia su quella che era un 'isola facilmente difendibile per le numerose paludi circostanti. Il posto sembra essere stato chiamato Ynys Afalon (che significa "L'Isola di Avalon") e si ritiene possa essere l'Avalon delle leggende arturiane.
|
|
Alghero, seppellita con un collare di ferro al collo durante l'epidemia di peste che nel 1582 ha decimato la città. Grazie agli scavi condotti da Marco Milanese riemergono tanti drammi personali. Dalla mamma morta con i suoi tre bambini, alla pellegrina di Santiago de Compostela. Dalle anziane sepolte con pochi soldi, a una ragazza, probabilmente epilettica, seppellita con un collare di ferro al collo, chissà... forse la penitenza per essere posseduta... Si pensa che il collare di ferro, potrebbe essere stato imposto alla giovane algherese nel corso di un esorcismo.
|
|
Il Lupercale tra mito e realtà. Forse a Roma è stata trovata la famosa grotta Lupercale ai piedi del Palatino, tra il Tempio di Apollo Palatino e la Basilica di Santa Anastasia. Nella leggenda della fondazione di Roma, Romolo and Remo sono stati trovati là da un lupa che li ha allattati, in una grotta detta appunto Lupercale, fino a che non sono stati trovati da Faustolo. Le cerimonie nella grotta sono state celebrate dagli ultimi anni della Repubblica fino al 494 dC, quando la tradizionale cerimonia fu abrogata da papa Gelasio I.
|
|
La Venere di Dolní Věstonice è il più antico manufatto in ceramica conosciuto al mondo. Scoperta nel sito paleolitico di Dolní Věstonice, in Moravia, grazie agli scavi condotti nel 1924 e 1925 da Karel Absolon, appartenente al periodo Gravettiano 29.000 e 25.000 anni fa, ha un'altezza di 111 millimetri e una larghezza di 43 millimetri. E’ stata rinvenuta insieme a pochi altri reperti provenienti dalle zone vicine, prevalentemente figure di animali orsi, leone, mammut, cavallo, volpe, rinoceronte, civetta e oltre 2.000 palline di argilla cotta.
|
|
Il misterioso anello di San Maurizio è indicato dalla tradizione sabauda come depositario di poteri taumaturgici derivanti dalla lunga permanenza dell’oggetto a contatto con le ossa del comandante tebeo martirizzato presso Agaunum e sepolto in questa località del Vallese svizzero nella quale fu fondato nel 515 d.C. il complesso abbaziale dedicato proprio alla memoria del santo (l’attuale Saint- Maurice, presso Martigny); a parlarne è Antonio Gallenga, nella sua “Storia del Piemonte” (1856), che ne documenta il trasferimento ai Savoia.
|
|
La squadra condotta dal famoso archeologo bulgaro Nikolay Ovcharov ha scoperto un colossale complesso di culto nell’antica città Tracia di Perperikon, sui Monti Rodopi. L’area, grande 12 km², comprende almeno 9 altari lunghi 2 metri che vengono datati al 1500 a.C. Uno di questi è stato costruito con blocchi di pietra spessi 1.5-2 metri; è forse il più grande altare dell’Europa sud-orientale. Nikolay Ovcharow, dichiara che Perperikon era una volta densamente popolata dal 5.000 aC e disponeva di grandi risorse idriche.
|
|
Il fegato di Piacenza è un manufatto etrusco trovato il 26 settembre 1877 vicino a Gossolengo, in provincia di Piacenza, Italia. Si tratta di un modello di fegato di una pecora a grandezza naturale in bronzo, che presenta incisione etrusche. Le scritte sul fegato sono nomi di divinità etrusche. Si ritiene che il modello in bronzo servito sia uno strumento per i sacerdoti, quando praticavano l'aruspicina. Databile tra il II al III secolo aC. Il fegato di bronzo è ora in mostra nel Museo Municipale di Piacenza, nel Palazzo Farnese.
|
|
Il Calderone rituale di Gundestrup è un manufatto celtico ritrovato nel 1891 in una torbiera dell’Himmerland, nello Jutland in Danimarca. Datato alla fine del II secolo a.C., è costituito da un insieme di 13 pannelli d’argento di finissima fattura che l’hanno reso un importante e discusso oggetto. Si pensa che non sia un prodotto locale ma forse un trofeo o un offerta rituale dei Cimbri, la sua fabbricazione viene ipotizzata nella regione del basso Danubio, corrispondente all’incirca in Bulgaria. E’ attualmente conservato presso il Museo Nazionale di Copenhagen.
|
|
L'Ombra della sera è una statua votiva etrusca in stile filiforme, scoperta a Volterra e risalente a 2300 anni fa, cioè nel terzo secolo AC. Il vescovo Mario Guarnacci donò alla sua città natale di Volterra nel 1761, la sua vasta collezione, compresa la statuetta, cosicchè la città fondò il Museo Etrusco Guarnacci, dove tuttora il reperto è esposto. Si può scoprire una statuetta simile presso il Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria a Perugia ed alcune statuette di Afrodite, greche, etrusche e romane,al Musée du Louvre.
|
|
Pozzi sacri in Sardegna e Bulgaria, un collegamento ancora da spiegare. Il passaggio dall'Età del Bronzo all'Età del Ferro coincise in Sardegna e in altre parti del Mediterraneo con una rivoluzione culturale nel campo dell'architettura come della cultura materiale. Il periodo transitorio vide la cessazione della costruzione di nuraghi e l'arrivo, o almeno l'inizio della formazione, di nuove tipologie costruttive di culto. Nel X o nel IX secolo a.C. incominciò a svilupparsi la fisionomia dei cosiddetti Pozzi sacri o templi a pozzo.
|
|
La stele di Kuttamuwa e dell'anima. Kuttamuwa fu un funzionario del re di Sam'al, ottavo secolo AC, egli ordinò uno stele incrisa, allo scopo di essere eretta alla sua morte. Nell'iscrizione egli chiede che il suo lutto serva a commemorare la sua vita anche dopo la morte con molte feste "in onore dell'anima che è in questa stele. Si tratta di uno dei primi riferimenti, in una cultura del Vicino Oriente, all'anima come un'entità separata dal corpo. La stele è fatta di basalto, pesa circa 365 kg ed è larga circa 62 centimetri.
|
|
Il Codex Sinaiticus, è il manoscritto considerato la Bibbia più antica esistente. Ritrovato da Konstantin von Tischendorf presso il Monastero di Santa Caterina sul Monte Sinai, in Egitto, tra il 1844 e il 1859 e nuovamente al centro dei riflettori per la scoperta di un frammento da parte dello studente greco Nikolas Sarris. Lo studente ha riconosciuto per caso il frammento della Bibbia del Sinai fra la copertina di un manoscritto, riciclato per la rilegatura di un volume del 18° secolo da due monaci che probabilmente non riuscivano a procurarsi dell'altra pergamena…
|
|
La leggenda del regno del Prete Gianni si diffuse in Europa dal dodicesimo fino al diciasettesimo secolo, secondo il mito egli era un patriarca cristiano o un re che governava una nazione cristiana perduto tra i paesi musulmani o quelli pagani di Oriente. Gli scritti di questo regno sono variegate collezioni di fantasia popolare medioevale. Alcuni Riferiscono sia un discendente di uno dei tre Re Magi, con un regno pieno di ricchezze e di strane creature. Ma questo mitico regno è solo frutto di fantasia o ha basi concrete?
|
|
Poco lontano dall’abitato dell’antica città romana nel sito di Grumentum sarebbe stato scoperto il sarcofago del Santo martire Laverio (o Laviero) la sua nascita è contesa tra Teggiano e Acerenza. Una nuova scoperta archeologica sembra destinata ad accrescere l’importanza storica del sito di Grumentum accentrando sulla stessa località anche attenzioni religiose. Ma anche per questo è urgente un intervento di messa in sicurezza, per evitare che alla presenza degli archeologi, limitata dalle scarse disponibilità di fondi, si alterni quella dei tombaroli.
|
|
Le Veneri di Parabita.Il Salento è sicuramente una delle zone archeologicamente più importanti per comprendere la preistoria del nostro bel paese. Tra i vari reperti venuti alla luce in Puglia vi sono anche le famosissime Veneri di Parabita. Sono statuette dai grossi corpi femminili, molti studiosi, date le loro forme, pensano che esse vogliano sottolineare gli attributi materni, scolpite in osso, risalgono a 15.000 anni fa e attualmente sono conservate a Maglie presso il Museo Civico di Paleontologia e Paletnologia.
|
|
Il Sacro Catino è un piatto, che ad oggi si trova nella cattedrale di San Lorenzo a Genova, si pensava fosse di smeraldo e fosse appartenuto alla Regina di Saba o a Salomone, ora si ritiene possa essere il calice usato da Gesù Cristo durante dell'Ultima Cena di Gesù. Il suo colore è verde, è trasparente ed esagonale, infine misura cinquanta centimetri di diametro. Forse fu portato a Genova nel 1170 da un genovese che lo rubò in una moschea durante il sacco di Cesarea dei Crociati nel 1101. Il sacro catino rimane una delle più importanti relique sul territorio italiano.
|
|
L'uomo leone o il leone umano (in tedesco: Löwenmensch), è una scultura in avorio ed è il più antico manufatto zoomorfo conosciuto, ed una delle più antiche sculture nel mondo. I suoi pezzi sono stati trovati nel 1939 in una grotta denominata Stadel-Höhle im Hohlenstein, in Germania. La scultura è stata interpretata come antropomorfe, con caratteristiche umane e di un animale, forse per rappresentare una divinità. La statuetta è stata datata circa sui 32.000 anni, per gli archeologici potrebbe risalire alla cultura Aurignaziana.
|
|
La Venere di Lespugue rappresenta in assoluto la prima raffigurazione di capo femminile, la statuetta in avorio di mammut fu trovata nel 1922 nell'Alta Garonna in Francia,. Sono visibili incisioni sul retro più o meno parallele interpretate come tessuto, purtroppo fu rovinata quando venne scoperta. La testa è piccola e ovoidale, priva di dettagli anatomici. Per il resto presenta una struttura simile alle altre veneri: petto e glutei molto grandi, quasi sferici, le gambe sono piccole, i piedi invece non sono presenti, le braccia anch'esse sono piccole e sottili.
|
|
La Venere di Brassempouy , è una venere francese molto conosciuta perchè è la prima rappresentazione artistica del Paleolitico di una figura femminile con il viso ben definito. Purtroppo di questa statuetta è stato trovato il suo viso e ciò non permette di sapere quanto anche il corpo fosse accurato. Infatti questo reperto presenta un'incredibile accuratezza dei particolari, per capirlo basta soffermarsi a vedere la cura artistica che è stata rivolta nel creare i capelli, persino i più noti studiosi rimasero increduli quando essa fu datata 25000 anni.
|
|
La Venere di Hohle Fels o Venere di Schelklingen è una statuina paleolitica scolpita nell'avorio di una zanna di mammuth, ritrovata nel 2008 nei pressi di Schelklingen in Germania. È stata datata, col metodo del radiocarbonio, a un periodo che va tra i 31.000 ed i 40.000 anni fa, durante la cultura dell'Aurignaziano agli inizi del Paleolitico superiore, ed è associabile alle prime presenze dell'Homo Sapiens (Cro-Magnon) in Europa. Sei frammenti della statuina sono stati rinvenuti nel settembre 2008 durante scavi archeologici nella grotta di Hohle Fels...
|
|
|
Atlantide la Sardegna dei Giganti, una storia fra mito e realtà. A Pauli Arbarei, un paese in Sardegna, si racconta che un tempo lontano esisteva un antica città circondata da fiumi e canali in cui viveva un popolo di giganti adoratori delle stelle e della luna. Leggenda tramandata da padre in figlio, affiancata da sconcertanti ritrovamenti, narrati con grande coraggio nel libro di Luigi Muscas che lungi dal voler scrivere un saggio scientifico, riporta testimonianze e leggende ponendo dubbi e interrogativi inediti che di fatto non hanno risposta. Abbiamo incontrato l’autore...
|
|
Il bosco di Maometto si trova a Borgone, provincia di Torino e deve il suo nome ad un particolare bassorilievo presente nella zona. Infatti nella piccola edicola scolpita la popolazione della valle ha visto la raffigurazione di Maometto sebbene studi recenti affermano il contrario poichè il bassorilievo risulta precedente alla nascita del profeta. Inoltre fatto curioso è l'estrema vicinanza dell'opera ad un altro sito della Val di Susa, le mura megalitiche e i resti di quella che alcuni studiosi individuano come la mitica e magica città di Rama
|
|
L'altare portatile medievale esposto al British Museum di Londra è ricco di belle immagini dei santi in avorio, pietra, legno e oro, ma invisibile ai visitatori, contiene le ossa di 39 santi. Le reliquie, confezionate in piccoli fasci di stoffa, in un tessuto più di 1000 anni, sono state scoperte quando l'altare è stato aperto per la prima volta da quando è entrato nella collezione del British Museum nel 1902. La reliquia più preziosa è quella di San. Benedetto, italiano del VI secolo, considerato il padre della tradizione monastica occidentale.
|
|
Col termine greco di Omphalos (ombelico centro del mondo) nell'antichità si indicava una pietra o un oggetto dal valore religioso. Omphalos parola ricca di suggestioni e di significati é legata, nel nostro immaginario collettivo, al santuario di Delfi nel Tempio di Apollo, da cui la Pizia diffondeva i suoi vaticini. Tuttavia essa é un concetto prima che un manufatto legato a civiltà più antiche (Mesopotamia, Cina, India) che esprimevano come i greci il pensiero centro ombelico del mondo. Ombelico: come centro fisico e spirituale da cui si è irradiato il mondo, come centro del microcosmo umano...
|
|
La Dalma di Elche è un busto in pietra ritrovato a Elx, in Spagna, nel 1897 in un fondo privato poco fuori dalle mura di Elche, è conservata presso il Museo Archeologico Nazionale di Madrid. La scultura è di provenienza incerta: forse greca, iberica o cartaginese, anche la datazione è discussa, collocata presumibilmente tra il V e il III secolo a.C. Le teorie su questa curiosa statua che colpisce per la particolare acconciatura dei capelli sono sostanzialmente due: la prima ipotesi è che raffiguri una divinità dell’antica Tartesso, città scomparsa nel 500 a.C. ...
|
|
Legami fra Atlantide e Venezia. Esiste un Mistero molto intrigante su Venezia - la mia città - al quale sto lavorando da anni: nell'isola di Torcello c'è una sconcertante pietra, incisa a bassorilievo,assicurata con ganci metallici a un muro della piazzetta. Vi sonoesposti anche diversi altri reperti antichi - alcuni d'epoca romana,altri molto precedenti - dal momento che sulla piazzetta si affaccia il museo diquest'isoletta che, com'è noto, fu il primo insediamento dei popoli cheavevano trovato rifugio nella laguna durante la fuga dai barbari.
|
|
La Venere di Willendorf, anche nota come Donna di Willendorf. Intorno al 1990, dopo un'accurata analisi della stratigrafia del luogo, fu stimato che la statuetta sia stata realizzata da 24.000 a 26.000 anni fa. Non si sa quasi nulla delle sue origini, del modo in cui è stata scolpita, o del suo significato culturale.La venere di Willendorf, anche nota come Donna di Willendorf, è una statuetta di 11 cm d'altezza, raffigurante una donna. Si trova attualmente al Naturhistorisches Museum di Vienna.
|
|
|
|
|
|
|
 |
|
|