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I Cerchi Africani di Senegambia

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9962_cerchi.jpgI Cerchi Africani di Senegambia. I cerchi di Senegambia sono un sito si compone, a sua volta, di quattro grandi gruppi di circoli di pietra: oltre 1.000 monumenti in 100 km, lungo i 350 km del fiume Gambia. I quattro gruppi, Sine Ngayène, Wanar, Wassu e Kerbatch, presentano 93 circoli di pietre e numerosi tumuli funerari, alcuni dei quali sono stati datati tra il 3 ° secolo AC e il 16 ° secolo DC. I cerchi di pietre, situati tra Gambia e Senegal, e i  tumuli sono  un vasto paesaggio sacro ed un enigma ormai da più di 1.500 anni.

La Storia

La regione dei cerchi di pietre si estende su un’area di circa 39.000 chilometri quadrati, sul confine tra le repubbliche di Gambia e del Senegal, tra i fiumi Saloum e Gambia. Si tratta di centinaia di cerchi, con pietre di varie dimensioni e di forme talvolta strane. La forma più comune è quella cilindrica, con la cima piatta, mentre altre hanno una sagoma sferica ritagliata sulla sommità. Ricordiamo il caso particolare delle pietre a V (a forma di Lira). Una pietra è modellata addirittura in forma di cuscino.

I cerchi di pietre furono eretti in un'epoca compresa fra il sec. III a.C. e il sec. XVI d.C. sopra precedenti sepolture. Esami compiuti presso l’Università di Dakar su resti organici ritrovati presso i cerchi hanno fornito la data del 750 d.C., con una possibilità d’errore in più o in meno di 110 anni.

In località in cui i cerchi sono raggruppati, come a Wassu (una specie di Stonehenge d’Africa), le pietre del perimetro esterno risultano allineate con cura, come si vede dalla pianta di rilievo. Ciascun cerchio contiene un numero di pietre compreso fra 10 e 24, variabili in forma e dimensioni, con altezze comprese fra 1 e 2,5 metri, ricavate da blocchi di laterite (una roccia, generalmente presente in Africa, risultante dall’aggregazione naturale di sabbie ferruginose). Si tratta d’una roccia facile da lavorare, che in seguito indurisce con l’esposizione all’aria. Sono stati censiti circa mille cerchi di pietre, con la più alta concentrazione situata nei pressi di Djalloumbéré (un migliaio di pietre divise in 52 cerchi).

Il villaggio di Wassu ha dedicato un museo ai Cerchi di pietre, inaugurato nel maggio del 2000. Le pietre di dimensioni maggiori si trovano a N'jai Kunda e pesano una decina di tonnellate ciascuna.

 

9962_cerchi_1.jpg


A Ker Batch, nel febbraio 2005, è stato inaugurato un secondo museo dei Cerchi di Pietre, sotto l’egida dell’UNESCO. Infatti questa Organizzazione ha ufficialmente dichiarato Patrimonio dell’Umanità i siti di Wassu e Ker Batch, in Gambia, insieme agli altri due di Sine Ngayène e Wanar in Senegal. Nella località di Ker Batch i cerchi contengono da dieci a ventiquattro pietre ciascuno. Le altezze variano da 60 a 245 cm e i diametri da 30 a 100 cm. In ciascun cerchio, le pietre hanno altezze e forme similari.

Non è noto lo scopo che spinse le popolazioni della regione senegambiana ad erigere i cerchi di pietre, ma recenti scavi archeologici, pubblicati dalla National Geographic Society nel 2006, suggeriscono scopi funerari, visti i numerosi resti umani ritrovati nei diversi siti in cui le pietre si trovano. Una delle teorie degli studiosi sostiene che alcune parti dei corpi dei defunti siano state sepolte in tombe diverse ed in tempi diversi.

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Gli archeologi hanno pensato che questi misteriosi cerchi di pietre, simili a quelli preistorici di Stonehenge, fossero luoghi di sepoltura, costruiti circa 1200 anni fa. Costruzioni simili si trovano anche in Guinea e nel Sahara. Altre spiegazioni sono state azzardate, come quella elaborata da Alhaji Kemoring Jaiteh, uno studioso dell’Università islamica Kuntaur Fulla Kunda, di Niani (Senegal). Nei suoi ultimi scritti egli afferma che una piccola pietra, eretta accanto ad una di dimensioni maggiori, indica la sepoltura d’un uomo o d’una donna, insieme a quella di suo figlio.

Così pure sostiene che le pietre a forma di V indicano la sepoltura congiunta d’una coppia, morta nello stesso giorno. Si dice che i cerchi siano stati eretti intorno ai tumuli di re e di capi, in modo simile alle sepolture dell’antico impero del Ghana. Quando l’Islam fu introdotto nella regione della Senegambia, nel nostro sec. XI, i più devoti musulmani, chiamati "Karamos", si fecero seppellire in modo analogo e i cerchi di pietre divennero luoghi santi, anche per la nuova religione. La leggenda popolare vuole che alcune di queste pietre, di notte, diventino brillanti e luminose.

 

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Tratto da Liutprand.it

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Commenti  

 
0 #1 lopez 2009-11-14 21:47
E questa? Arepo l'agricoltore ha un'impresa di trasporti
Farina del mio sacco
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