L'armata perduta di Cambise. Cambise II di Persia, fu un importante re di persia e di Egitto ma sopratutto fu…
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La Venere di Dolní Věstonice è il più antico manufatto in ceramica conosciuto al mondo. Scoperta nel sito paleolitico di…
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Il Calderone rituale di Gundestrup è un manufatto celtico ritrovato nel 1891 in una torbiera dell’Himmerland, nello Jutland in Danimarca.…
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Le sette pagode di Mahabalipuram un mito che diventa realtà, un mito conosciuto da oltre 11 secoli: secondo la legenda…
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MITI E REGILIONI I VIDEO DEL CANALE |
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ANTICHI MITI E RELIGIONI NEWS IN COPERTINA |
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Le rovine di Cuma, una delle più antiche colonie greche dell’Italia meridionale, sorgono a nordovest della città di Napoli. I resti dell'antico centro sono databili al V secolo a.C. e benché l’assetto della cittadella abbia subito delle trasformazioni fino al VI secolo d.C., possiamo ammirare ancora la base del tempio d’Apollo e la misteriosa grotta della Sibilla cumana. Questa sacerdotessa era il più famoso oracolo del mondo antico e accoglieva i pellegrini, in cerca di consigli e predizioni, all'interno di un antro scavato nella collina di Cuma.
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L’Amazzone Ferita di Ecija, una sorprendente scultura di epoca romana rinvenuta durante gli scavi della Plaza de España, la piazza principale di Ecija, la statua raffigura una donna con il braccio sinistro appoggiato su un pilastro modanato, mentre il destro si leva sopra la testa, lasciando intravedere una ferita nel costato. Colpisce subito, già dalla prima occhiata, la pregevole fattura e l’ottimo stato di conservazione, una statua che per fortuna e buona sorte ritorna a noi praticamente intatta.
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La tradizione sarda è ricca di misteri alcuni più cruenti di altri, e non di rado a scoprirli e rispolverarli sorprendono e disarmano. E’ questo il caso del Geronticidio. Chiunque conosca il significato della parola storce il naso, gli altri probabilmente attendono una spiegazione. La pratica è attestata dai commentatori classici anche per la Sardegna e prevedeva la morte rituale degli anziani che avessero superato il settantesimo anno di vita da effettuarsi ad opera dei propri figli.
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S’accabadora, alchimia perfetta fra mito e realtà, leggenda e storia cammina oggi nella fantasia di chi ancora la ricorda, ieri nei paesi che si avvicinavano al crepuscolo, foriera di morte e di pietà. Un’ombra scura che andava solitaria, una donna sapiente in compagnia di quel bastone che è stato detto mazzucca. Schiva e silenziosa i narratori raccontano di lei che portasse la dolce fine, indirizzando verso la morte l’agonizzante che per delitti commessi in vita, non riusciva a trovarla.
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A metà strada fra saggio e romanzo, Creature fantastiche in Sardegna è una raccolta di tutte quelle figure mitiche che il genio dei sardi nel corso dei secoli è riuscito a creare ma soprattutto a conservare. E’ un viaggio nella curiosità dell’autrice e alla scoperta di quella terra tanto aspra e ricca che nella tradizione raccontata ha dato e da ancora oggi il meglio di se. La riscoperta di un’isola a tratti timida, a tratti gelosa dei propri segreti conservati tanto a lungo che si è rischiato di dimenticare.
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Nel 1868 l' archeologo autodidatta tedesco Heinrich Schliemann ebbe il permesso di scavare Hisarlik. Nel 1870 (in due campagne, 1871-73 e 1878-9) scoprì le rovine di una serie di città antiche risalenti dall'età del Bronzo al periodo romano. Schliemann dichiarò che una di queste città, era la città di Troia, e questa identificazione fu ampiamente accettato dagli studiosi dell'epoca, ma oggi significativi dubbi persistono sull'onestà della scoperta e sull'autenticità della città di Troia e i suoi tesori.
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Verona è una città molto famosa in tutto il mondo, molta della sua fama è dovuta alla conosciutissima opera shakespeariana "Romeo e Giulietta", forse la più illustre storia d'amore di tutti i tempi. I due innamorati sono diventati un mito che sembra non sfiorire mai, tanto è vero che molti si pongono la fatidica domanda: vi è qualcosa di vero nell'opera di Shakespeare? La tomba di Giulietta Capuleti potrebbe far pensare che siano esisti veramente i due amanti, ma è veramente la sua tomba?
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Akhenaton, un faraone eccentrico a cura di Mario Menichetti. Alcune problematiche concernenti la complessa personalità del faraone Amenofi IV meglio noto come Akhenaton il Faraone Eretico [1], a mio avviso, non sono state sufficientemente focalizzate dagli studiosi. Vediamone il perché. La mummia rinvenuta nella tomba n.55 a Biban el-Moluk nella Valle dei Re da T.M. Davis nel 1907, fu da questi e dai suoi collaboratori (Maspero ed altri) attribuita alla regina Tiye [2].
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L'ordine delle Formule del Libro dei Morti e la costellazione di Orione, Sahu. L’integrità del Libro dei Morti degli Antichi Egizi ci viene consegnata dal Papiro di Torino di recenzione Tebana, catalogato con il numero 1791, appartenuto a Ieufank. Il papiro è stato copiato dal Lepsius nel 1836 e stampato in veste litografica nel 1842. Il Lepsius assegnò la ripartizione del testo geroglifico del papiro in “Capitoli” dandogli il titolo di Libro dei Morti. Tuttavia la traduzione esatta del titolo è: Libro per uscire al giorno con riferimento alla virtù...
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Iside e Osiride una lettura fra le righe nella mitologia egizia. Senza ombra di dubbio, la religione egizia è stata, ad oggi, la più duratura della storia umana, una della più misteriose ed affascinanti. Per far capire la bellezza e la complessità di questa antica religione, il modo migliore e quello di raccontare la leggenda di Iside e Osiride, chiave di tutta la mitologia faraonica. Inoltre nel corso della nostra storia si scopriranno valori, significati e concetti, nascosti fra le righe, simili a credenze presenti nelle principali religioni monoteiste.
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Athena Noctua, la signora delle tenebre. A cura di Giorgio Dimitriadis L'immagine della civetta attraverso l'iconografia preistorica. La prima testimonianza iconografica della Civetta proviene dal sito di Trois Frères (Ariège), Francia meridionale. Si tratta di un reperto dell’orizzonte culturale del magdaleniano medio (13.000 a.C., Paleolitico superiore): una nidata di Civette (?), graffita sulla parete rocciosa. Tra gli elementi più rappresentativi nella produzione artistica preistorica sono cerchi simili ad “occhi”.
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