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Il periodo che va dalla pubblicazione di ”The Origin of Species” di Charles Darwin (1859) ai primi trent'anni del secolo successivo è farcito di letteratura giornalistica che evidenzia l’ampio dissenso americano suscitato dall’opera. Il secolo vede così fiorire notizie di continui ritrovamenti di corpi umani pietrificati, fossilizzati tramite processo di mineralizzazione dei tessuti. Ancora oggi sono numerosi i ricercatori o presunti tali che dibattono sull’argomento, soprattutto tra gli accaniti sostenitori della tesi creazionista.
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Soprannominato Lapedo Child, dal luogo del ritrovamento, è l'unica sepoltura e il primo scheletro completo risalente al Paleolitico ritrovato nella penisola iberica. È la tomba di un bambino preistorico, rinvenuta nella valle di Lapedo, in Portogallo. Il bambino non doveva superare i cinque anni e presenta elementi caratteristici sia degli uomini di Neanderthal che dei primi uomini moderni. Ma l'uomo di Neanderthal non si era già estinto allora? La magia dell'ingegneria e un volto che ricompare dopo 30.000 anni.
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Nel 2008 è stato scoperto sul monte Mulan, nella provincia di Guangxi in Cina un fossile umano datato a 110.000 anni fa. La scoperta potrebbe essere un elemento a sfavore della teoria la discendenza umana da antenati del continente africano. Il ricercatore Jin Changzhu del China’s Institute of Vertebrate Paleontology and Paleoanthropology descrive la caratteristica peculiare del fossile: ”Il mento sporge fuori come se fosse un Homo sapiens, ma l’osso mascellare è inclinato anche come quello di un Homo Erectus“.
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Secondo gli scienziati l’uomo di Dmanisi, scoperto in Georgia nel 2007,
potrebbe coprire il gap delle conoscenze su un periodo critico
dell'evoluzione umana. I resti rinvenuti sono costituiti di una parte
di scheletro e del teschio di un giovane uomo e delle ossa di tre
adulti datati 1,77 milioni di anni: dall'analisi risulta che gli ominidi hanno una capacità
craniale piccola e arti superiori simili a quelli dell'austrolopiteco.
Le spine dorsali e gli arti inferiori sembrano, inoltre, moderni e
indicano la capacità di coprire lunghe distanze.
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Giganti, le prove storiche di un’antica esistenza in Sardegna e nel mondo. E’ un saggio storico di Daniele Piras, ricercatore indipendente, che negli ultimi anni ha eseguito con passione una ricerca storica ad ampio raggio, allo scopo di raccogliere tutte le possibili fonti scritte e testimonianze sull’esistenza dei Giganti, uomini di straordinarie dimensioni vissuti nel remoto passato dell’umanità. Un lavoro pregevole accompagnato da autorevoli fonti che pone in rilievo le falle della storiografia ufficiale e le più evidenti contraddizioni della Scienza ortodossa.
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Ardi l'anello mancante tra uomo e scimpanzè. Gli scienziati hanno annunciato la scoperta del più antico scheletro fossile di un antenato dell'uomo. La scoperta rivela che i nostri antenati hanno subito una fase sconosciuta alla teoria dell'evoluzione, più di un milione di anni prima di Lucy, infatti i primi antenati dell'uomo camminavano sulla Terra 3,2 milioni anni fa. L' ominide è stata chiamata Ardipithecus Ramidus, aveva un piccolo cervello, pesava 50 kg ed era di sesso femminile, ed è soprannominata dagli studiosi "Ardi".
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Beniamino è uno scheletro, vecchio di almeno 8.500 anni che è stato scoperto ad Arbus, in località S’Omu e S’orku. Lo confermano le analisi al Carbonio 14 effettuate in Arizona. Secondo gli esperti, che lo hanno battezzato "Beniamino", i suoi resti sono i più antichi ritrovati in Sardegna con datazione eseguita direttamente sull’osso. Il suo ritrovamento e le recenti ricerche, nella Costa Verde, hanno permesso di apprendere nuove informazioni sul Mesolitico che in Sardegna precede lo sviluppo delle prime comunità dell’età della pietra.
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Una curiosa ricerca dello storico Danilo Mussi ha messo in luce le vicende di una dinastia di giganti, originari della val di Ledro. Bernardo Gilli detto “el Popo”, nasce a Bezzecca nel 1726. A vent’anni misura due metri e sessanta, ed è forse l’uomo più alto del mondo. Il giovane colosso per qualche tempo rimane in paese, dove strabilia i compaesani caricandosi enormi slitte cariche di fieno sulle spalle.
Nel 1745 viene notato da Giambattista Perghem, detto Carattà, un
equilibrista di Nomi che torna carico di glorie al paesello nativo.
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Il primo omicidio della storia è avvenuto nell’Età della Pietra tra 50 mila e 75 mila anni fa sui Monti Zagros in Iraq, fu un homo Sapiens che uccise un Neandertal con una freccia. La punta infatti si conficcò nel torace della vittima. Di tutto ciò è convinto l'antropologo Steven Churchill, professore della Duke University. I resti di Shanidar 3 - come è stato battezzato - "dimostrano che la ferita è proprio quella di un 'freccia' lanciata da un aggressore'' spiega lo studioso. La prova è nella lesione della nona costola sinistra, ancora evidente.
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Lo chiamano Nello dal nome del carabiniere che l'ha scoperto, uno scheletro di un guerriero dell III millennio a.C. contemporaneo all'uomo di Similaun. Presumibilmente colpito a morte da una freccia nel costato, rinvenuto in una tomba nell'area di Torre Astura a Nettuno. Alto quasi un metro e settanta centimetri, lo scheletro è in perfetto stato di conservazione, trovato in una tomba a fossa insieme al suo corredo funebre di due pugnali con lama in selce di 11 cm e 14 cm, una punta di freccia di selce e sei vasi in ceramica tutti integri.
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Sopranominato Lluc, Anoiapithecus brevirostris si tratta di un primate fossile ominide di sesso maschile rivoluzionario per la morfologia della faccia, estremamente moderna paragonabile solo a quello del genere Homo. Scoperto nel 2004 nel sito fossilifero di els Hostalets de Pierola in Spagna è datato 11,9 milioni di anni. Il fossile presenta particolarità interessanti, cuspidi dentarie globose, mandibola robusta, una faccia estremamente appiattita, ed una combinazione di caratteri, tipici delle scimmie antropomorfe.
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La prima descrizione sui Giganti della Patagonia deriva da un documento sul viaggio del famoso esploratore portoghese Fernão de Magalhães meglio conosciuto come Ferdinando Magellano. Magellano però non mise mai per iscritto il resoconto del suo viaggio, poiché fu ucciso in una battaglia nel 1521 a Mactan nelle Filippine, molto tempo prima che la sua nave ritornò in Europa. Dei 260 uomini che partirono con lui nel 1519, ne ritornarono solo 18. E tra questi, l’italiano Antonio Pigafetta, si occupò di mettere per iscritto la descrizione del viaggio.
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Homo floresiensis (soprannominato Hobbit) è una possibile specie del genere Homo, notevolmente più piccolo sia nel corpo sia nel cervello sopravvisse fino a tempi relativamente recenti. E 'stato nominato così perchè scoperto nell'isola indonesiana di Flores, dell'arcipelago dell'Indonesia. Uno scheletro fossile completo detto LB1, perché è stato il primo esemplare trovato nella grotta di Liang Bua e sun econdo detto LB2, datati 18.000 anni, sono i primi resti di questa nuova specie di homo. Vennero alla luce casualmente nel 2003.
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Il primo Primate, antenato comune di uomini, scimmie e gorilla si sarebbe evoluto in Asia e non in Africa. La scoperta di un nuovo fossile di primate risalente a 37 milioni di anni fa, avvenuta in Birmania ad opera di un’équipe internazionale di paleontologia guidata da Chris Beard, paleontologo al Carnegie Museum di storia naturale di Pittsburgh, e si avvale della collaborazione di Laurent Marivaux dell’Istituto di scienze dell’evoluzione di Montpellier e di Jean-Jeacques Jaeger, professore presso l’Istituto di paleoprimatologia di Poitiers.
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Nel 1911, in Nevada, USA, alcuni resti mummificati di misteriosi uomini giganti dai capelli rossi sono stati scoperti nella grotta di Lovelock, una miniera di guano. I corpi erano alti tra i 2 e i 2,5 metri. Questi giganti facevano parte delle leggende degli indiani locali della zona, i Paiute, che avevamo deciso di chiamare questa popolazione i Si-Te-Cahs. Come in molti casi molto del materiale è andato perduto ma alcune ossa e artefatti sono state recuperate e ora si trovano al museo di Winnemucca nella Humboldt County.
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I resti del più antico nucleo familiare, una tomba di 4600 anni conteneva i resti di un uomo, donna e due ragazzi, e dall'analisi del DNA si è evinto che fossero una madre, un padre e i loro figli. I ricercatori hanno studiato questa sepoltura a Eulau, Sassonia-Anhalt, Germania, essa conteneva sia adulti che bambini sepolti con cura uno di fronte all'altro. Gli scheletri mostrano evidenti lesioni, il che suggerisce che la causa della morte sia un violento attacco di un'altra tribù. Gli scienziati hanno suggerito che i sopravvissuti sono poi tornati a seppellire i morti.
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Gli innamorati del neolitico. Potrebbero essere le storie d'amore più antiche. Gli archeologi hanno portato alla luce due scheletri del neolitico sepolti in un tenero abbraccio fuori Mantova, a soli 25 miglia a sud di Verona, la romantica città di "Romeo e Giulietta". Sepolti tra 5.000 e 6.000 anni fa. Ma la coppia preistorica italiana non è l'unica coppia sepolta in un abbraccio infinito, anche in Turchia è venuta alla luce una tomba neolitica ancora più antica, 8000 anni, con due corpi di un uomo e una donna avvinghiati tra loro.
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Considerata la mummia più alta del mondo, la Mummia di Martindale nota anche Yosemite mummies fu scoperta nel 1885 in California, nella Yosemite Valley, da un gruppo di minatori. Alta 2,073 metri e abbraccia quello che si presume essere il suo bambino; questa la sua storia: nel lontano 1885 durante il pranzo il signor Martindale, responsabile di una parte dei minatori, notò un mucchio di rocce contro una rupe, un insolita formazione non naturale.
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Le impronte fossili a di Barra do Garças, risultano uniche sia per forme che dimensioni. Vi mostriamo in dettaglio le immagini così che possiate giudicare da voi.... Ataide Ferreira da Silva Neto, presidente dell'Associazione di ricerche ufologiche e psichiche del Mato Grosso, in Brasile, cita antiche leggende degli indios che narrano come tra loro, in tempi antichi, vivessero dei piccoli esseri alti un metro e venti cm, con teste enormi rispetto al corpo e tre, quattro o sei dita per piede.
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Il Darwinius masillae è l'anello mancante tra l'uomo e scimmie e ha 47 milioni di anni, i resti fossili sono visibili al Museo Americano di Storia Naturale di New York. Ida, così è stato chiamato il fossile, è stata trovata dai cacciatori di fossili dilettante in un cratere situato nei pressi di Francoforte nel 1983, poi il fossile è stato acquistato dalla Università di Oslo, ed è stato studiato da John Hurum, e Jens Franzen che hanno così potuto analizzare quello che gli scienziati ritengono giustamente il Santo Graal dell'evoluzione umana.
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Crani allungati trovati in Russia, più precisamente in Siberia destando l'attenzione di studiosi e archeologhi. Pochi sanno però che la notizia che sta facendo il giro del mondo non è il primo ritrovamento di crani particolari, dal Pravda News del 6 ottobre 2005 che anche nel Caucaso si sono scoperti crani che ricordano quelli peruviani.Ovviamente tutto ciò pone delle domande: perchè popoli così diversi hanno un'usanza così particolare in comune ? Come e perchè è iniziata la "moda" di allungarsi il cranio?
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Homo Alaouite Sembra proprio un teschio umano, l'unica differenza è che questo è minuscolo: alto solamente 6,1 centimetri e largo 3,9. Si tratta di un piccolo teschio, ritenuto autentico e risalente a 360 milioni di anni fa, rinvenuto nel desertodi Tafilalet nel giugno 2005 dal professor Mohammed Zarouit, di nazionalità marocchina. Secondo lo studioso si tratterebbe del cranio fossile di una specie dihomo vissuta in un periodo ancora per molti versi sconosciuto.Infatti, 360 milioni di anni fa non esistevano nemmeno i dinosauriancora.
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Nefilim mito e realtà dei Giganti. L'appellativo Nefilim (in Ebraico הנּפלים), presente nell' Antico Testamento (Torah), in diversi libri non canonici del Giudaismo e in antichi scritti cristiani, si riferisce ad un popolo creato dall' incrocio tra i "figli di Dio" (benei elohim, בני האלהים) e le "figlie degli uomini" (Vedi Genesi 6:1-8).Nella Bibbia la parola nefilim viene spesso tradotta come giganti o titani, mentre in altre traduzioni si preferisce mantenere il termine nefilim.
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Crani di Ica e Merida. Secondo le moderne teorie, varie popolazioni umane penetrarono nel Nord America nel 32000 a.C., e più tardi nell'America del Sud. Queste popolazioni presentavano caratteristiche tipiche dell'uomo moderno. Alla luce dei fatti però possiamo ipotizzare che nel nuovo continente fossero già presenti razze differenti di esseri umani.Durante il suo viaggio intorno al mondo, Robert Connolly ebbe la possibilità di soggiornare nelle località di Ica (Perù) e Merida (Messico), dove per caso gli si presentarono dinanzi numerosi crani deformi e di enormi dimensioni.
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La Mummia Pedro Mountains fu ritrovata ai piedi delle Pedro Mountains, nel Wyoming (USA). La mummia era di colore bronzo scuro, molto raggrinzita e alta (stima da viva) 35 cm. Sottoposta ai raggi X, si stabilì che la creatura in vita pesava circa 5,5 Kg, che era di sesso maschile, che aveva una dentatura completa e che al momento della morte la sua età doveva essere di circa 65 anni. Nell'ottobre del 1932, due cercatori d'oro stavano lavorando in unburrone, ai piedi delle Pedro Mountains [nel Wyoming], quando notaronoqualcosa di "colorato" nella parete di roccia del burrone» (p. 90).
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Scoperti in una grotta in Messico due scheletri interi appartenuti ad una donna amerinda e a un bambino non umano. Lo studioso Lloyd Pye: "Le anomalie fisiche non possono derivare da nessuna patologia nota"... Si ha notizia dell’esistenza di due diversi scheletri, dei quali si discute la possibile origine "aliena". Entrambi i reperti vennero rinvenuti in Texas, in circostanze molto diverse e non collegate tra loro. Nel primo caso, una coppia (che desidera mantenere l'anonimato) entrò; in possesso di un paio di teschi: uno chiaramente umano, l'altro, considerevolmente diverso dallo standard umano.
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