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Le rovine della città di Susa, odierna Shush, giacciono nel Khuzestan ( Iran sud occidentale). Considerata un importante crocevia commerciale, vide l’avvicendarsi di diversi popoli: accadi, babilonesi, greci, elamiti e achemenidi. I resti di questa metropoli, riscoperti nel 1850 dall’archeologo britannico William Loftus, confermano che essa fu la capitale del regno elamita. Gli scavi hanno inoltre rivelato che, in 4000 anni, sul luogo sono sorte ben 13 città e si sono parlate almeno 15 lingue diverse.
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A Torralba è possibile ammirare il complesso nuragico di Santu Antine, uno dei più grandi e articolati monumenti nuragici. Costruito nel XVI secolo a.C. è stato riscoperto nel '700 per la prima volta e in seguito molti sono stati gli scavi e i restauri a cui è stato sottoposto. Al centro sorge una torre, circondata da un bastione di forma triangolare con una torre in corrispondenza di ogni vertice. All'interno si trova un ampio cortile con un pozzo, il più grande tra quelli di epoca nuragica.
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Ad Esterzili, sul Monte Santa Vittoria, si trova il più grande tempio megaron finora conosciuto: Domu de Orgia. Costruito in epoca nuragica nel XIII secolo a.C., era ancora frequentato in età romana. Ha una forma rettangolare ed è costituito di due stanze separate ed un vestibolo, nel quale sono stati ritrovati oggetti votivi molto importanti come monete romane e i famosi bronzetti sardi, i quali sembrano ricostruire una scena votiva abbastanza complessa, formata da figure umane e animali.
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La fortezza di Por-Bajin un architettura unica al mondo che vi presentiamo in anteprima nazionale: Por-Bajin in lingua Tuva “la casa di Creta”, fu costruita intorno al VIII secolo per ordine del capo della Uigurian Chagan Eletmish Bilige-chagan al fine di consolidare, si pensa, la sua posizione dei territori conquistati. Situata sull'isola di Tere-Khol nella Repubblica Tuva al confine con la Mongolia è caratterizzata da un architettura complessa che riporta alla singolare struttura simbolica della Mandala veda.
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La città di Italica, la prima città romana in Spagna è a nord della moderna Santiponce a 9 km da Siviglia, Spagna fu stata fondata nel 206 aC dal generale romano Publio Cornelio Scipione l'Africano, al fine di trovare una sistemazione per i soldati romani feriti nella battaglia di Ilipa, dove l'esercito cartaginese fu sconfitto durante la seconda guerra punica. Il nome della colonia Italica è ovviamente legato alle origini italiane del sito. Italica è anche il luogo di nascita degli imperatori romani Traiano e Publio Elio Adriano.
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Il Grianan di Aileach la fortezza circolare dell'Età del ferro. Grianán di Aileach è probabilmente una struttura usata in varie epoche. Brian Lacy suggerisce che probabilmente sia nata come fortezza nella tarda età del Bronzo e del Ferro. A partire dalla metà del VI secolo, la Grianán di Aileach è diventata la capitale del nord di Ui Neill, fino al XII secolo. Tuttavia, nel 1050, diventò capitale solo di nome, divenendo così il luogo in cui il re di Aileach compiva le cerimonie. Dal 2007 è completamente riaperto al pubblico.
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L'insediamento celtico di Monte Bibele. In Emilia Romagna, a Pianoro vicino Bologna, ci sono prove di una colonizzazione celtica nel sito di Monte Bibele. I Boi, infatti, erano una tribù celtica dell'età del ferro stanziata in Europa centrale e in particolare nelle regioni della Baviera e della Boemia. Poi però scelsero di stanziarsi in Italia, per l'ottima locazione, sicuramente è stata unafortuna il ritrovamemento di questo insediamento visto che ha permesso agli studiosi di conoscere la vita comune di un villaggio celta
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Il villaggio neolitico di Passo dì Corvo a Foggia, con i suoi 40 ettari di estensione, è uno dei più grandi villaggi della Puglia. Nel 1946 lo studioso Bradford analizzando le fotografie aeree scattate dalla RAF durante l'ultima guerra nel tavoliere, localizzò oltre 200 insediamenti neolitici lungo gli affluenti del Triolo, la Salsola, il Celone, il Candelaro, il Cervaro, il Carapelle e l' Ofanto. Negli anni ne sono stati localizzati altri 100, gli scavi condotti dal prof. Santo Tiné dell'Università di Genova nel 1983 hanno portato alla luce un area dell'abitato, databile tra VI e IV millennio a.C.
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Atlit Yam è un villaggio neolitico sommerso al largo della costa di Atlit, Israele. Atlit-Yam fornisce la prima evidente prova di un agglomerato agro-pastorale sulla costa, la datazione è avvenuta grazie alla ceramica trovata nel sito e databile tra il 6900 e 6300 aC. Oggi le rovine, si trovano tra 8-12 m sotto il livello del mare del golfo di Israele alla foce del fiume, sulla costa di Oren Carmelo. Si estende su una superficie di circa 40.000 mq. Scavi subacquei hanno portato alla luce case rettangolari, un pozzo e varie sepolture.
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Il Casteddu de Tappa, si trova vicino a Porto Vecchio, in Corsica; pur essendo meno conosciuto dei siti di Ceccia o Araghju, ha un'importanza elevata per comprendere la storicità di quest'isola. Infatti questa fortezza è chiaramente identificabile come una struttura torreana del II millenio A.C., cultura che nella nostra bella Sardegna ha dato origine ai famosi Nuraghi. Non essendo facilmente visibile e non adeguatamente segnalato, risulta poco visitato, ma questo gli ha permesso di conservare tutto il suo splendore e la sua maestosità.
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Herodium o Herodion è una collina artificiale che è stata creata, a forma di vulcano cioè a tronco di cono, tra i 758 m ed i 2487 m sopra il livello del mare, si trova in Cisgiordania, a sud-est di Betlemme, ma è sotto il controllo di Israele, costruita come una fortezza/palazzo dal re Erode il Grande, rimane a 12 chilometri a sud di Gerusalemme. Herodion fu conquistata e distrutta dalla Legio X Fretensis nel 71 DC. Era conosciuto dai Crociati, come la "Montagna di Franchi", ma gli abitanti arabi la chiamavano Jabal al-Fourdis o "montagna del Paradiso".
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Il Grande Zimbabwe, è un'antica città africana caratterizzata da imponenti muri di pietra a secco e da numerose strutture. Il sito è stato il più grande insediamento in Africa a sud del Sahara, si trova 27 chilometri a sud-est della moderna città di Masvingo. The Great Zimbabwe Monument, si pensa sia stato costruito e occupato tra il 12° e il 15° secolo dai Bantu i progenitori degli Shona, che ad oggi costituisce la maggioranza della popolazione dello Zimbabwe. Molto di questa città di pietra, comprese le origini rimane avvolto nel mistero
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Pavlopetri, antichissima città greca considerata la più antica città sommersa del mondo. Scoperta e cartografata dagli studiosi dell’Istituto di Oceanografia dell' Universita di Cambridge nel 1968. Dimenticata per lungo tempo è finalmente oggi sotto l’attenzione di un’equipe di archeologi appartenenti all’Istituto d’Archeologia Marina del ministero per la cultura greco e alla britannica University of Nottingham che cercheranno di rivelare i segreti che avvolgono questa città, attraverso l’utilizzo delle più moderne apparecchiature digitali.
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Bithia una città dimenticata a sud della Sardegna di cui resta ben poco. Situata nel territorio di Domus de Maria località Chia in provincia di Cagliari fu in origine un probabile centro nuragico, per poi divenire scalo marittimo fenicio a partire dall'ottavo secolo a.c.. La scoperta dell'area cimiteriale avvenne nel 1926, in seguito a una violenta mareggiata, ad opera di Antonio Taramelli. L'archeologo effettuò le indagini tra il 1928 e il 1933. In quell'occasione venne individuato un lembo della necropoli fenicia arcaica e parte dell'abitato di età romana...
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Il Casteddu di Araghju è un sito preistorico dell'età del Bronzo nella Corsica del Sud, e si trova a circa 5 km da Porto-Vecchio. Il sito di questa fortezza eretta su un picco roccioso, ha una forma semi-circolare, le sue mura formate da blocchi di granito con una altezza media di 4 m sono di protezione per il villaggio all'interno. L'accesso è possibile attraverso una porta con un architrave imponente. Il sito è molto visitato dai turisti sia per l'importanza storica che esso ha, sia per la magnifica vista della costa che si gode al di sopra delle mura megalitiche.
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Arkaim sito archeologico nelle steppe a sud degli Urali nel 1987 un gruppo di archeologi dell’università russa di Chelyabinsk è andato a recuperare dei reperti sparpagliati, trovati precedentemente in un sito all’interno di una valle di cui era prevista l’inondazione dopo la costruzione di una diga a sud di monti Urali. La sorpresa degli archeologi fu grande quando, durante il loro lavoro, scoprirono i resti di una piccola città di forma circolare, con caratteristiche sconosciute fino ad allora, almeno in quella zona.
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